C’era un tempo in cui si acquistava la suoneria col proprio nome o si perdevano ore a giocare a Snake. Soppiantati dalla modernità, i vecchi cellulari sono stati riposti in soffitta a beneficio degli smartphone. Fino a poco fa: quelli che ora vengono denominati dumb phone, sembrano essersi costruiti un mercato di nicchia.
Tra I-phone e Brondi c’è una bella differenza: lo scontro genitori-figli sul regalo è quasi inevitabile.
E se rivoluzione silenziosa deve essere per limitare la dipendenza digitale, la responsabilità è anche in capo alle nuove generazioni, in attesa di possibili interventi del legislatore.