Morte di Shazeb Altaf, si cerca di ricostruire le ultime ore

Mercoledì 09 Settembre - 12:10

Emergono i primi dettagli sulle ore immediatamente precedenti la morte di Shazeb Altaf, il 32enne bolzanino di origine pakistana recuperato senza vita nelle acque del fiume Isarco all'alba di lunedì all'altezza di Ponte Palermo.

Secondo quanto riporta il quotidiano "Alto Adige" nella sua edizione di oggi, poche ore prima della morte Shazeb, attorno le 23 di domenica sera,  ha subìto un aggressione da parte di un vicino di casa. L'uomo, di origine africana, ha riferito in estate è solito lasciare la porta di ingresso aperta. Altaf si sarebbe introdotto nell'appartamento mentre il vicino era intento a pregare. La lite sarebbe poi degenerata nei minuti successivi. "Si è seduto sul divano e ha iniziato a infastidirmi" ha dichiarato in fase di denuncia. Non sono chiari i motivi che hanno innescato la violenza, si sa solo Shazeb sarebbe stato trascinato giù per le scale fino al parcheggio esterno del palazzo di via Macello 83 dove viveva.

Ad allertare il 112 diversi vicini di casa attirati dalle urla e dal forte trambusto. Sul posto sono arrivati in pochi minuti le forze dell'ordine e un'ambulanza. Shazeb si trovava ancora a terra con una piccola ferita alla testa ma non in gravi condizioni. Il suo stato, era però di forte alterazione. Motivo per il quale è stato trasportato all'ospedale San Maurizio dove ha trascorso tutta la nottata. Verso le 5 del mattino lascia l'ospedale. E al momento non è chiaro se dimesso o su decisione spontanea. Poi il ritrovamento del suo corpo privo di vita verso le 6.35.

Gli inquirenti vogliono capire ora cosa sia accaduto da quel momento in poi: un lasso temporale di circa un'ora e mezza. Dall'ospedale San Maurizio ritornando verso casa in via Macello, il perché si sarebbe portato lungo le rive dell'Isarco nei pressi di Ponte Loreto.

La famiglia esclude categoricamente il gesto estremo ma chiede con forza l'autopsia sul corpo di Shazeb.

Il fascicolo aperto dalla Procura è ora in mano al magistrato Anna Gasser che conferma, almeno dai primi riscontri, il coinvolgimento o responsabilità di terzi nella morte del 32enne.


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