Povertà relazionale, il volto invisibile della solitudine

Sabato 13 Giugno - 09:11

La povertà non è soltanto economica. Può nascondersi nell'assenza di relazioni, nell'isolamento e nella difficoltà di chiedere aiuto. È quanto emerge dalla ricerca "Solitudini e povertà nelle relazioni", presentata a Trento dalla Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale insieme alla Consulta provinciale delle Politiche sociali. Lo studio, il primo sul tema realizzato in provincia, raccoglie le testimonianze di operatori sociali e mette in luce una vulnerabilità trasversale che riguarda anziani soli, giovani in ritiro sociale, famiglie fragili, persone con disabilità e cittadini di origine straniera. Secondo la ricerca, esiste un legame stretto tra difficoltà economiche e isolamento: meno risorse significano meno occasioni di socialità, mentre la mancanza di relazioni può ridurre opportunità lavorative e di inclusione. Un fenomeno spesso sommerso, aggravato da vergogna e stigma, che rende difficile intercettare il bisogno prima che diventi emergenza. Fondamentale il ruolo del volontariato, considerato il primo presidio capace di costruire legami e individuare situazioni di fragilità. Tra gli strumenti già sperimentati sul territorio anche le prescrizioni sociali, che collegano i pazienti vulnerabili alle reti associative locali. Dall'incontro è nato il Tavolo permanente sulle Solitudini, con l'obiettivo di rafforzare prevenzione, coordinamento tra servizi e reti territoriali. Per le istituzioni, la sfida non è solo sociale ed economica, ma culturale: rendere visibile una solitudine che attraversa l'intera comunità.

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