Un giovane su due, sotto i 25 anni, lavora con un contratto precario. E per le donne la situazione è ancora più difficile. Sono i dati illustrati dall'assessore provinciale al lavoro Achille Spinelli sulla situazione occupazionale giovanile in Trentino in risposta a un’interrogazione del consigliere provinciale Michel Malfer di Campobase. Tra gli under 25, il 52 per cento dei giovani ha un contratto a termine. Una percentuale che, secondo i dati ISPAT, sale addirittura al 61 per cento tra la componente femminile. La situazione migliora con l'età, ma resta significativa: nella fascia tra i 25 e i 34 anni il lavoro a termine riguarda ancora il 30 per cento degli occupati. A pesare sulle scelte dei giovani ci sono anche le retribuzioni. Per gli occupati fino a 35 anni, la retribuzione annua media si ferma attorno ai 17 mila euro. Un dato che aiuta a spiegare anche un altro fenomeno: quello dei giovani che decidono di lasciare il Trentino. Sono infatti circa 800 gli under 35 che hanno scelto di trasferirsi all'estero, e tra loro ci sono circa 300 laureati. Giovani formati sul territorio, che scelgono però di costruire altrove il proprio futuro professionale. Numeri che fotografano quindi un mercato del lavoro con luci e ombre: da una parte le opportunità occupazionali, dall'altra precarietà e stipendi che continuano a rappresentare un ostacolo soprattutto per le nuove generazioni e, ancora di più, per le donne. Una sfida decisiva per il Trentino: rendere il lavoro non solo disponibile, ma anche più stabile e adeguatamente retribuito, per evitare che i giovani continuino a cercare il loro futuro lontano da casa.